History

Per anni ho seguito con grande interesse i lavori e le sperimentazioni di Brian Eno sull’arte generativa essendo sempre stato affascinato - chissà perché - da strutture casuali e/o complesse generate da  un input di “regole”.

Non solo Brian Eno (“Music for airport” o “77 Million Paintings”), ma ancor prima, John Cage, Steve Reich (“It’s gonna rain”) ed altri hanno utilizzato questa tecnica compositiva, in cui alcune “regole” predefinite attivano un processo in continua evoluzione con risultati imprevedibili.


Ho sempre pensato di realizzare un lavoro in questo campo e così - mosso da non so ché - ho deciso di avviare questo progetto, chiedendo la collaborazione del CT-Collective. Lo scopo era quello di ottenere un missaggio automatico ed in continua evoluzione delle audio clip inviatemi dai collaboatori del progetto.

Il primo risultato ...imprevisto è stato l’alto numero di artisti  che hanno chiesto di partecipare, cosa questa che mi ha portato a dar vita a due progetti paralleli

Ho chiesto di inviarmi audio clips di diversa durata, contenenti note “sparse”, registrazioni di ambienti sonori (fields recordings), brevi melodie o textures.

Il processo “generativo” si basa principalmente sulla c.d. “shift phase”, ovvero sullo “slittamento” di clip sonore che suonano in loop ma che hanno una  differente durata nel tempo e sulle diverse combinazioni di clips che suonano contemporaneamente.

Ciascuna clip, alternativamente, suona e poi viene eseguita in “mute” (non è in “stop” viene eseguita a volume zero) ed alcune clip “musicali” alternano diverse intonazioni di pitch.

Le combinazioni sonore del CT-Generative I e II vengono eseguite una volta sola.

Il risultato finale, chiaramente definibile come “background music”, dimostra comunque musicalità inaspettate.



Le “Regole”

L’aspetto più interessante di questo lavoro è consitito nel fissare delle “regole” applicabili a clip sonore e frammenti musicali mai sentiti prima (11 per ciascun progetto), in grado di garantire una costante evoluzione ed interazione.

Ecco le “regole” che ho stabilito, seguite da una breve descrizione del meccanismo “generativo” adottato per ciascun progetto.


Durata delle clips audio:  00,37”-1,57” (Ct-generative I)     

                                              00,47 -1,53   (Ct-generative II)

Suoni:      registrazioni “ambientali”, note sparse, brevi melodie o textures;

                 ciascuna clip non può contenere più di un timbro

                 ciascuna clip  deve contenere delle “pause”

Tonalità: Do maggiore.



Il Processo Generativo

Il processo generativo opera sia sul piano della composizione che su quello dell’ascolto.


Composizione.

Lo “shift phase” è la “regola” principale su cui si basano entrambi i progetti.

Le clip audio cominciano a suonare una dopo l’altra (in modo da rendere agevole l’individuazione delle singole “voci”), sovrapponendosi l’un l’altra, e smettono di suonare allo stesso modo: una dopo l’altra.

Ciascuna clip viene eseguita in loop, ma mentre i loop dispari (1, 3, 5, etc...) sono udibili, quelli pari (2, 4, 6, etc..) sono in “mute”. Ciascuna coppia di loop (1, 2-3, 4- 5, 6, etc...) costituisce un “ciclo”.

Nel Ct-Generative II ho aggiunto ulteriori regole. In particolare, dopo i primi 3 cicli di ciascuna clip (sei loop in totale - i dispari udibili, i pari in mute) il 4° ciclo è interamente in mute (i loops 7 e 8 non sono udibili). Questo schema è stato applicato a tutte le clips audio, per l’intera durata dell’esecuzione.

Per alcune clip aventi un contenuto “musicale” ho, inoltre, aggiunto alcune variazioni di intonazione (pitch) che si muovono dalla tonica al terzo grado minore, dalla tonica alla quarta o dalla tonica alla quinta, aggiungendo così un’altra variante generativa che lavora sul piano armonico.

In questi casi, le variazioni di intonazione delle clip vengono eseguite ad intervalli regolari solo nei cicli “pari” (il secondo ciclo contiene una variazione di intonazione, il quarto ciclo è in mute; il sesto ciclo esegue una variazione di intonazione, l’ottavo ciclo è in mute è così via).

Ciascuna clip viene eseguita per un numero predefinito di cicli, prima di scomparire del tutto.


Ascolto:

Il missaggio finale di ciascun progetto contiene dei “marcatori” di traccia (“track marks”)

Il CT-Generative I ha 40 track marks, il CT-Generative II, 34.

Il mix finale è stato inciso su CD, senza i consueti 2 secondi di silenzio tra le tracce.

In questo modo, il missaggio finale può essere ascoltato in continuum, come un’unica traccia, o attivando la funzione “shuffle” o “ramdom” che possiedono tutti i lettori CD, inclusi quelli digitali (i-tunes, winamp, etc....), così che le singole sequenze (tracce) vengono eseguite dal lettore in ordine sempre differente.


La Generative Room contiene una versione digitale di questa tecnica (in cui è possibile comprendere come funziona lo shift phase), consentendo di attivare il processo di automissaggio delle clip originali dei due progetti.


Fabio Anile, January 2009

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